----- AVVISI -------

 

Condoglianze. È mancato Fabrizio Milano
Partecipiamo al dolore dei genitori, della moglie, dei figli e dei parenti tutti.
Il Signore doni uno spirito di conforto e speranza.
“Ai tuoi fedeli, o Signor, la vita non è tolta, ma trasformata” (liturgia dei defunti).


Grazie, don Silvano
60 anni di sacerdozio, 25 anni a Mainz, 89 anni di età
Grazie, Signore! Grazie, don Silvano.
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi, perché andiate e portiate frutto” dice Gesù.
Tu, don Silvano, hai accolto con prontezza l’invito del Signore e l’hai seguito fedelmente. Noi ne siamo testimoni. Il bene seminato resta, ha portato frutti e li porterà. Ora il cammino continua con il Signore e verso il Signore che viene; per te e per noi.


È uscito
ed è in vendita (a soli € 5) il libro che racconta la storia dei 50 anni della Comunità di Mainz: “Missione cattolica italiana Mainz, 50 anni”. È auspicabile che ci sia in ogni casa. È un segno della nostra grata appartenenza alla Chiesa.


La Ruota
È in distribuzione “La Ruota”- giugno 2016. Invitiamo cortesemente i “messaggeri” a passare in segreteria a prelevare il pacchetto dei bollettini da recapitare nelle case.


Orari

Segreteria

Missione

 

Lunedì-martedì-sabato:

ore 9.00 - 12.00

 

Mercoledì e venerdì:

ore 9.00 – 12.00  e  15.00 – 17.00

 

 

Corrispondenza consolare


Laura Mosconi riceve il martedì dalle 16.00 alle 18.00, il giovedì dalle 15.00 alle 18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 12.00.

 

 

AMMALATI

 

Quando qualcuno è ammalato e desidera la visita del sacerdote, lo si comunichi in missione.
Ben volentieri ci rendiamo presenti e ci impegniamo a pregare per la guarigione del corpo e il conforto dello spirito.

 

Quando confessarsi?

 

Il sabato dalle ore 18.00 e la domenica dalle ore 11.00 c’è sempre nel Confessionale un sacerdote a disposizione.
Gesù ti aspetta  per dirti:- Ti sono perdonati i tuoi peccati!

 

 

 

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Domenica 26 giugno   XIIIa  DOMENICA  T.O. - Anno C
Anniversari: Grazia Mendolia Vaccaro, Rosario Di Silvestre
ore   9.00 s. Messa a Mombach
ore 11.30 s. Messa
ore 16.00 s. Messa (Memoria: Angela Nicoletti, Salvatore Cannizzaro, Rosa Blasco, Giuseppina)

 

Lunedì 27 giugno    

S. Cirillo d’Alessandria
Anniversari: Antonio Ferlante, Luigi Cascino, Raffaele Di Sarno
ore 18.30 s. Messa (Memoria: Paolo Valle)

 

Martedì 28  giugno  

S. Ireneo
Anniversari: Salvatore Cannizzaro
ore 18.30  s. Messa (Memoria: Giuseppe Labita, Paolina Marino, Pasquale Bagnoli, Liborio Labita, Giuseppina Zucchera, Laura Cannella)

 

Mercoledì 29 giugno  

SS. PIETRO e PAOLO , apostoli
Anniversari: Antonio Paparo, Rosaria Pilotta
ore 18.30 s. Messa  

 

Giovedì 30 giugno   

Ss. Primi martiri della Chiesa Romana
ore 18.30 s. Messa (Memoria: Giovanna Masdea anniv.)

 

Venerdì 1 luglio  
Anniversari: Giovanni Cocozza, Emanuele Granvillano
ore 18.30 s. Messa (Memoria: Emanuele Lovaglio anniv.)

 

Sabato 2 luglio 
Anniversari: Angelo Rastiello
ore 18.30 s. Messa

 

Domenica 3 luglio   XIVa  DOMENICA  T.O. - Anno C
Anniversari: Luigi Stracquadanio, Gesualdo Trovato
ore   9.00 s. Messa a Mombach
ore 11.30 s. Messa
ore 16.00 s. Messa (Memoria: Angela Nicoletti, Salvatore Cannizzaro, Rosa Blasco, Giuseppina)

 

 

Troppa misericordia?


La Chiesa condanna il peccato perché deve dire la verità: questo è un peccato. Ma allo stesso tempo abbraccia il peccatore che si riconosce tale, lo avvicina, gli parla della misericordia infinita di Dio. Gesù ha perdonato persino quelli ch lo hanno messo in croce e lo hanno disprezzato. Dobbiamo tornare al Vangelo. Là troviamo che non si parla solo di accoglienza e di perdono, ma si parla di “festa” per il figlio che ritorna. L’espressione della misericordia è  la gioia della festa, che troviamo bene espressa nel Vangelo di Luca:” Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (15,7).

Papa Francesco

 

 

Il libro
“Missione di Mainz 50 anni„

 

 

Può essere ritirato in Missione con un piccolo contributo (Spende) di soli 5 Euro.

 

 

 

Giubileo della Misericordia

 

Siamo chiamati a servire Gesù crocifisso, in ogni persona emarginata, a toccare la carne di Cristo in chi è escluso, ha fame, ha sete, è nudo, carcerato, ammalato, disoccupato, perseguitato, profugo. Lì troviamo il nostro Dio, lì tocchiamo il Signore. Ce l’ha detto Gesù stesso, spiegando quale sarà il protocollo sulla base del quale tutti saremo giudicati: ogni qual volta avremo fatto questo al più piccolo dei nostri fratelli, l’avremo fatto a Lui (Vangelo di Matteo 25, 31-46).

Papa Francesco

 

 

 

Che cosa dobbiamo fare?
(Opera di misericordia)

 

Di fronte al senzatetto che staziona sotto casa nostra, al povero che non ha da mangiare, alla famiglia dei nostri vicini che non arriva a fine mese a causa della crisi, perché il marito ha perso il lavoro, che cosa dobbiamo fare? Di fronte agli immigrati che sopravvivono alla traversata e sbarcano sulle nostre coste, come dobbiamo comportarci? Di fronte agli anziani soli, abbandonati, che non hanno più nessuno, che cosa dobbiamo fare?

(Papa Francesco)
 

 

 

 

Il nome di Dio

La misericordia è la sintesi di tutto il Vangelo.
È il nome stesso di Dio.
È, in Gesù Cristo, il volto di Dio che, per amore, crea e salva.
La Chiesa a sua volta, illuminata dall’amore di Dio, diventa essa stessa il volto misericordioso di Dio, attraverso i sacramenti (soprattutto la Confessione), e le opere di misericordia.

Papa  Benedetto XVI
 

 

 

GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

SANTA MESSA E APERTURA DELLA PORTA SANTA

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

 

Quest’Anno straordinario è dono di grazia. Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. È lui che ci cerca! È lui che ci viene incontro! Sarà un Anno in cui crescere nella convinzione della misericordia. Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia! Sì, è proprio così. Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza. Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma.

 

 

 

 

FLÜCHTLINGE


Scrivono i vescovi tedeschi:
“Ero forestiero e senza casa, e voi mi avete accolto”.
 Questa parola di Gesù, che troviamo nel Vangelo di Matteo, ci fa capire che qualunque cosa noi facciamo per i fratelli e le sorelle, che sono nel bisogno, è fatta a Gesù stesso.
Constatiamo con preoccupazione che qua e là c’è rifiuto e odio verso i rifugiati. Ostilità verso gli stranieri e razzismo sono inaccettabili per noi cristiani …
Diciamo un vivissimo grazie a quanti, anche con qualche sacrificio, daranno un aiuto. Ogni forma di solidarietà sarà preziosa.
Tutte le offerte che raccoglieremo in Avvento saranno consegnate al nostro vescovo.

 

 

UN DISCORSO CRISTIANO SULLA FAMIGLIA

 

Con questa festa, la Chiesa vuole anzitutto esaltare e riaffermare la dignità della famiglia da cui essa stessa ha ricevuto il Salvatore; vuole, inoltre, aiutarci a riflettere da cristiani su questa realtà in seno alla quale tutti viviamo e alla quale anzi dobbiamo la vita stessa.

La famiglia è, nel disegno di Dio, la continuazione della creazione.

In qualche modo, perciò, essa prende il suo significato dalla creazione.

Che cos`’è la creazione?

E’ la partecipazione della vita per amore.

Dio crea, dà la vita a degli esseri liberi, perché è buono perché, è amore, e l’amore tende, per peso intrinseco, a diffondersi e a comunicarsi.

In questa luce, la famiglia ci appare come la realtà voluta da Dio affinché la vita si diffonda nel tempo, per mezzo dell’amore.

(P. Raniero Cantalamessa)

 

 

È necessario il Battesimo?

 

Può nascere in noi una domanda: ma è davvero necessario il Battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesú?

Non è in fondo un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino? È una domanda che può sorgere. E a tale proposito, è illuminante quanto scrive l’apostolo Paolo: ”Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della Gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”(Rm 6, 3-4).

Dunque non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza.

Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata.

Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli.

Grazie al Battesimo, siamo capaci di perdonare e di amare anche chi ci offende e ci fa del male; riusciamo a riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino.

Il Battesimo ci aiuta a riconoscere nel volto delle persone bisognose, nei sofferenti, anche nel nostro prossimo, il volto di Gesù. Tutto ciò è possibile grazie anche alla forza del Battesimo!  

(Francesco)

 

LA FINE DEL MONDO?

 

Gli ultimi tempi per gli autori del Nuovo Testamento non sono quelli che verranno fra milioni d’anni, ma quelli in cui stiamo vivendo, quelli che sono iniziati con la Pasqua. Non è facile capire il senso di ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi. I nostri  occhi sono come velati, appannati.

 

Troppe realtà rimangono avvolte nel mistero: disgrazie, assurdità inspiegabili, contraddizioni, segni di morte. Difficile scorgere un progetto di Dio in tutto questo.


Impiegando  linguaggio e immagini apocalittiche, Gesù vuole togliere il velo che ci impedisce di vedere il mondo con gli occhi di Dio. Quando sembra annunciare la fine del cosmo, non sta riferendosi “alla” fine del mondo, ma aiutandoci a capire “il” fine del mondo. Apocalisse non significa catastrofe, ma rivelazione, svelamento.

 

Abbiamo bisogno che la parola di Cristo ci illumini e, fra gli sgorbi tracciati dagli uomini, ci permetta di scorgere i tratti del capolavoro che il Signore sta dipingendo.

(F. Armellini)

 

IL DESTINO DELL’UOMO

 

Quante cose succedono nella nostra vita: nasciamo, cresciamo, ci innamoriamo, formiamo una famiglia, educhiamo dei figli; proviamo gioie e dolori, coltiviamo sogni e speranze … Poi un giorno tutto sembra concludersi nel nulla della morte. Tutto finisce, tutto scompare. S’interrompono i dialoghi d’amore, gli affetti, i rapporti con le persone care. Torniamo nel nulla dal quale ci ha tratto un gesto d’amore dei nostri genitori? Davvero Dio ha creato l’uomo per un destino così crudele? Cos’è rimasto di Abramo, Isacco e Giacobbe, solo il loro nome?


A questi interrogativi Dio ha dato una risposta.

“La speranza cristiana – affermava Tertulliano, il famoso padre della chiesa del II secolo – è la risurrezione dei morti; tutto ciò che noi siamo, lo siamo in quanto crediamo nella risurrezione”.

 


 

LA PREGHIERA

è il respiro della vita

Gesù disse una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi mai.

Il pericolo che minaccia la preghiera è quello della stanchezza: qualche volta pregare stanca, anche Dio può stancare.

 

È la stanchezza che avrebbe potuto fiaccare la vedova della parabola, alla quale lei non cede. C’era un giudice corrotto in una città, una vedova si recava ogni giorno da lui e gli chiedeva: fammi giustizia contro il mio avversario!

 

Che bella figura, forte e dignitosa, che nessuna sconfitta abbatte, fragile e indomita.

Maestra di preghiera: ogni giorno bussa a quella porta chiusa. Come lei, anche noi: quante preghiere sono volate via senza portare una risposta! Ma allora, Dio esaudisce le nostre preghiere?

 

“Dio esaudisce sempre: non le nostre richieste, ma le sue promesse” (Bonhoeffer).

E il Vangelo ne trabocca: sono venuto perché abbiate la vita in pienezza, non vi lasceró orfani, sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del tempo, il Padre sa di cosa avete bisogno.

 

Il primo miracolo della preghiera è rinsaldare la fede, farla poggiare sulla prima certezza che la parabola trasmette: Dio è presente nella nostra storia, non siamo abbandonati. Dio interviene, ma non come io vorrei, come lui vorrà. Seconda certezza: un granello di senape di fede, una piccola vedova che non si lascia fiaccare, abbattono le mura.

 

La preghiera è un “no” gridato al “così vanno le cose”. È il primo vagito di una storia nuova che Dio genera con noi.
La preghiera è il respiro della  fede  (papa Francesco): pregare è una necessità, perché se smetto di respirare smetto di vivere.

Ermes Ronchi

 

NO ALLA GUERRA

 

No alla guerra! No alla violenza!
Dire no alla violenza in tutte le sue forme. Dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale. Ce n’è tanto! Viene sempre il dubbio: questa guerra  è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere armi?

C’è invece una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti!
È la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere  la propria croce! Questa guerra profonda contro il male!
A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra  profonda contro il male? Non serve a niente. Non va…


Papa Francesco

 

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