----- AVVISI -------

 

Condoglianze
È deceduto Giuseppe Agnoli. Lo accolga il Signore nella “Gerusalemme celeste” e conforti quanti piangono la sua dipartita.
Le esequie avranno luogo martedì 12 alle ore 12 all’Hauptfriedhof.


Avviso
Nei  mesi di luglio e agosto resta sospesa la S. Messa a Mombach (ore 9.00) e in St. Emmeran (ore 16.00).


Ministri ”straordinari” della Comunione
Domenica 10 alla Messa delle 11.30 viene dato o confermato il mandato ai ministri straordinari della Comunione che sono: Carolina Giona, Corrado Latino, Teresa Sepe. Questo servizio ministeriale fu istituito dal Concilio Vaticano II, ma risale ai primi tempi della Chiesa, quando venivano mandati dei “battezzati” a portare la Comunione nelle case alle persone che  erano impedite per malattia, per età o per altre ragioni a partecipare all’Eucarestia domenicale con la Comunità. Il mandato è stato loro conferito dal Vescovo di Mainz. Ciò non toglie che in casi eccezionali e in loro assenza, il sacerdote non possa invitare altre persone della Comunità a distribuire o portare la Comunione.


“La Settimana”
Nei mesi di luglio e agosto viene sospesa la pubblicazione de “La Settimana”.


Facebook
Su Facebook è stata aperta la pagina “Missione cattolica italiana” a scopo informativo su ciò che accade nella nostra Comunità di Mainz. La pagina è curata con passione da Sacha Amenta e Saverio Greco. Grazie!



 

Può essere ritirato in Missione con un piccolo contributo (Spende) di soli 5 E

 

 

La Ruota
È in distribuzione “La Ruota”- giugno 2016. Invitiamo cortesemente i “messaggeri” a passare in segreteria a prelevare il pacchetto dei bollettini da recapitare nelle case.


Orari

Segreteria

Missione

 

Lunedì-martedì-sabato:

ore 9.00 - 12.00

 

Mercoledì e venerdì:

ore 9.00 – 12.00  e  15.00 – 17.00

 

 

Corrispondenza consolare


Laura Mosconi riceve il martedì dalle 16.00 alle 18.00, il giovedì dalle 15.00 alle 18.00 e il sabato dalle 9.00 alle 12.00.

 

 

AMMALATI

 

Quando qualcuno è ammalato e desidera la visita del sacerdote, lo si comunichi in missione.
Ben volentieri ci rendiamo presenti e ci impegniamo a pregare per la guarigione del corpo e il conforto dello spirito.

 

Quando confessarsi?

 

Il sabato dalle ore 18.00 e la domenica dalle ore 11.00 c’è sempre nel Confessionale un sacerdote a disposizione.
Gesù ti aspetta  per dirti:- Ti sono perdonati i tuoi peccati!

 

 

 

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Sabato 9 luglio    

S. Agostino Zhao Rong e compagni
Anniversari: Antonio Sciacca
ore 18.30 s. Messa

 

Domenica 10 luglio   XVa  DOMENICA  T.O. - Anno C
Anniversari: Rosa Spina
ore 11.30 s. Messa (Memoria: Paolo e Giuseppa Legname, Angelo e Emanuele Lovaglio, Vito Campanella, Angelo Campanella)

 

Lunedì 11 luglio    

S. Benedetto, patrono d’Europa
Anniversari: Rosa Sanfilippo, geb. Fisicaro
ore 18.30 s. Messa

Martedì 12 luglio    
ore 18.30  s. Messa

 

Mercoledì 13 luglio   

S. Enrico
ore 18.30 s. Messa  

 

Giovedì 14 luglio     

S. Camillo de Lellis
Anniversari: Marco Petruzzella, Giovanni Giurato, Vincenzo Zafforra
ore 18.30 s. Messa

 

Venerdì 15 luglio     

S. Bonaventura
ore 18.30 s. Messa (Memoria: Oliva Falzone)

 

Sabato 16 luglio    B. Vergine Maria del Monte Carmelo
Anniversari: Giuseppe Boccia
ore 18.30 s. Messa

 

Domenica 17 luglio   XVIa  DOMENICA  T.O. - Anno C
ore 11.30 s. Messa (Memoria: Vittorio Speranza)

 

Gesù messo alla prova


 In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».
Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso».

(Lc. 10ss)

 

Che cosa dobbiamo fare?
(Opera di misericordia)

 

Di fronte al senzatetto che staziona sotto casa nostra, al povero che non ha da mangiare, alla famiglia dei nostri vicini che non arriva a fine mese a causa della crisi, perché il marito ha perso il lavoro, che cosa dobbiamo fare? Di fronte agli immigrati che sopravvivono alla traversata e sbarcano sulle nostre coste, come dobbiamo comportarci? Di fronte agli anziani soli, abbandonati, che non hanno più nessuno, che cosa dobbiamo fare?

(Papa Francesco)
 
 

 

Il nome di Dio

La misericordia è la sintesi di tutto il Vangelo.
È il nome stesso di Dio.
È, in Gesù Cristo, il volto di Dio che, per amore, crea e salva.
La Chiesa a sua volta, illuminata dall’amore di Dio, diventa essa stessa il volto misericordioso di Dio, attraverso i sacramenti (soprattutto la Confessione), e le opere di misericordia.

Papa  Benedetto XVI
 
 

GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

SANTA MESSA E APERTURA DELLA PORTA SANTA

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

 

Quest’Anno straordinario è dono di grazia. Entrare per quella Porta significa scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. È lui che ci cerca! È lui che ci viene incontro! Sarà un Anno in cui crescere nella convinzione della misericordia. Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia! Sì, è proprio così. Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza. Abbandoniamo ogni forma di paura e di timore, perché non si addice a chi è amato; viviamo, piuttosto, la gioia dell’incontro con la grazia che tutto trasforma.

 

 

 

 

FLÜCHTLINGE


Scrivono i vescovi tedeschi:
“Ero forestiero e senza casa, e voi mi avete accolto”.
 Questa parola di Gesù, che troviamo nel Vangelo di Matteo, ci fa capire che qualunque cosa noi facciamo per i fratelli e le sorelle, che sono nel bisogno, è fatta a Gesù stesso.
Constatiamo con preoccupazione che qua e là c’è rifiuto e odio verso i rifugiati. Ostilità verso gli stranieri e razzismo sono inaccettabili per noi cristiani …
Diciamo un vivissimo grazie a quanti, anche con qualche sacrificio, daranno un aiuto. Ogni forma di solidarietà sarà preziosa.
Tutte le offerte che raccoglieremo in Avvento saranno consegnate al nostro vescovo.

 

 

UN DISCORSO CRISTIANO SULLA FAMIGLIA

 

Con questa festa, la Chiesa vuole anzitutto esaltare e riaffermare la dignità della famiglia da cui essa stessa ha ricevuto il Salvatore; vuole, inoltre, aiutarci a riflettere da cristiani su questa realtà in seno alla quale tutti viviamo e alla quale anzi dobbiamo la vita stessa.

La famiglia è, nel disegno di Dio, la continuazione della creazione.

In qualche modo, perciò, essa prende il suo significato dalla creazione.

Che cos`’è la creazione?

E’ la partecipazione della vita per amore.

Dio crea, dà la vita a degli esseri liberi, perché è buono perché, è amore, e l’amore tende, per peso intrinseco, a diffondersi e a comunicarsi.

In questa luce, la famiglia ci appare come la realtà voluta da Dio affinché la vita si diffonda nel tempo, per mezzo dell’amore.

(P. Raniero Cantalamessa)

 

 

È necessario il Battesimo?

 

Può nascere in noi una domanda: ma è davvero necessario il Battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesú?

Non è in fondo un semplice rito, un atto formale della Chiesa per dare il nome al bambino? È una domanda che può sorgere. E a tale proposito, è illuminante quanto scrive l’apostolo Paolo: ”Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della Gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”(Rm 6, 3-4).

Dunque non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza.

Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata.

Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli.

Grazie al Battesimo, siamo capaci di perdonare e di amare anche chi ci offende e ci fa del male; riusciamo a riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino.

Il Battesimo ci aiuta a riconoscere nel volto delle persone bisognose, nei sofferenti, anche nel nostro prossimo, il volto di Gesù. Tutto ciò è possibile grazie anche alla forza del Battesimo!  

(Francesco)

 

LA FINE DEL MONDO?

 

Gli ultimi tempi per gli autori del Nuovo Testamento non sono quelli che verranno fra milioni d’anni, ma quelli in cui stiamo vivendo, quelli che sono iniziati con la Pasqua. Non è facile capire il senso di ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi. I nostri  occhi sono come velati, appannati.

 

Troppe realtà rimangono avvolte nel mistero: disgrazie, assurdità inspiegabili, contraddizioni, segni di morte. Difficile scorgere un progetto di Dio in tutto questo.


Impiegando  linguaggio e immagini apocalittiche, Gesù vuole togliere il velo che ci impedisce di vedere il mondo con gli occhi di Dio. Quando sembra annunciare la fine del cosmo, non sta riferendosi “alla” fine del mondo, ma aiutandoci a capire “il” fine del mondo. Apocalisse non significa catastrofe, ma rivelazione, svelamento.

 

Abbiamo bisogno che la parola di Cristo ci illumini e, fra gli sgorbi tracciati dagli uomini, ci permetta di scorgere i tratti del capolavoro che il Signore sta dipingendo.

(F. Armellini)

 

IL DESTINO DELL’UOMO

 

Quante cose succedono nella nostra vita: nasciamo, cresciamo, ci innamoriamo, formiamo una famiglia, educhiamo dei figli; proviamo gioie e dolori, coltiviamo sogni e speranze … Poi un giorno tutto sembra concludersi nel nulla della morte. Tutto finisce, tutto scompare. S’interrompono i dialoghi d’amore, gli affetti, i rapporti con le persone care. Torniamo nel nulla dal quale ci ha tratto un gesto d’amore dei nostri genitori? Davvero Dio ha creato l’uomo per un destino così crudele? Cos’è rimasto di Abramo, Isacco e Giacobbe, solo il loro nome?


A questi interrogativi Dio ha dato una risposta.

“La speranza cristiana – affermava Tertulliano, il famoso padre della chiesa del II secolo – è la risurrezione dei morti; tutto ciò che noi siamo, lo siamo in quanto crediamo nella risurrezione”.

 


 

LA PREGHIERA

è il respiro della vita

Gesù disse una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi mai.

Il pericolo che minaccia la preghiera è quello della stanchezza: qualche volta pregare stanca, anche Dio può stancare.

 

È la stanchezza che avrebbe potuto fiaccare la vedova della parabola, alla quale lei non cede. C’era un giudice corrotto in una città, una vedova si recava ogni giorno da lui e gli chiedeva: fammi giustizia contro il mio avversario!

 

Che bella figura, forte e dignitosa, che nessuna sconfitta abbatte, fragile e indomita.

Maestra di preghiera: ogni giorno bussa a quella porta chiusa. Come lei, anche noi: quante preghiere sono volate via senza portare una risposta! Ma allora, Dio esaudisce le nostre preghiere?

 

“Dio esaudisce sempre: non le nostre richieste, ma le sue promesse” (Bonhoeffer).

E il Vangelo ne trabocca: sono venuto perché abbiate la vita in pienezza, non vi lasceró orfani, sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del tempo, il Padre sa di cosa avete bisogno.

 

Il primo miracolo della preghiera è rinsaldare la fede, farla poggiare sulla prima certezza che la parabola trasmette: Dio è presente nella nostra storia, non siamo abbandonati. Dio interviene, ma non come io vorrei, come lui vorrà. Seconda certezza: un granello di senape di fede, una piccola vedova che non si lascia fiaccare, abbattono le mura.

 

La preghiera è un “no” gridato al “così vanno le cose”. È il primo vagito di una storia nuova che Dio genera con noi.
La preghiera è il respiro della  fede  (papa Francesco): pregare è una necessità, perché se smetto di respirare smetto di vivere.

Ermes Ronchi

 

NO ALLA GUERRA

 

No alla guerra! No alla violenza!
Dire no alla violenza in tutte le sue forme. Dire no alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale. Ce n’è tanto! Viene sempre il dubbio: questa guerra  è davvero una guerra per problemi o è una guerra commerciale per vendere armi?

C’è invece una guerra più profonda che dobbiamo combattere, tutti!
È la decisione forte e coraggiosa di rinunciare al male e alle sue seduzioni e di scegliere il bene, pronti a pagare di persona: ecco il seguire Cristo, ecco il prendere  la propria croce! Questa guerra profonda contro il male!
A che serve fare guerre, tante guerre, se tu non sei capace di fare questa guerra  profonda contro il male? Non serve a niente. Non va…


Papa Francesco

 

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